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Ciao nomade del mondo,

devi sapere che questo messaggio nella bottiglia arriva dalla Bologna dell’anno scorso, tra le mura rosse sbiadite della città medievale, Ottobre è cominciato da meno di una settimana e insieme a lui nasce la poesia che ti porto oggi, accompagnata dalle note di A flower is not a flower di Ryuichi Sakamoto. Vorrei che ascoltassi quel brano a tua volta, te ne consiglierò uno per ogni testo pubblicato. Anche i miei ricordi di quelle giornate sono sbiaditi come quelle mura, ma se c’è una colore che rimane impresso nel mio sguardo, è il giallo delle foglie degli alberi del Ginko. E’ un albero che ho sempre amato per la sua eleganza, e a Bologna lo vidi per la prima volta in Piazza Dè Calderini l’anno precedente, in una delle mie lunghissime passeggiate che facevo per perdermi tra le vie strette della città.

È piuttosto consueto, per me, accompagnare le mie poesie (almeno nella testa e non sempre per iscritto) con una nota che spesso riporta a un significato celato del testo, a una sensazione o ad una vera e propria annotazione spontanea, che esiste soltanto dopo che la poesia viene alla luce. In questo caso, ad accompagnare il testo di oggi, è una domanda: A cosa ci siamo ridotti per una manciata di malinconia?

Ed proprio su questa frase che si basa il messaggio di questo mese, ma dobbiamo immergerci per poter avere un confronto.

Il 5 ottobre 2023 mi resi conto che in quell’ultimo anno avevo camminato tantissimo, e lo avevo fatto per essere nuovamente lì quel giorno, ad osservare il Ginko cominciare a perdere il proprio verde vibrante; davvero mi stavo adeguatamente conformando all’autunno o ne stavo sprecando gli insegnamenti?

Mi sentivo banalmente delusa da una strana relazione vissuta fino a una settimana prima e mi chiedevo, semplicemente, cosa mi avesse spinto a ridurmi peggio di una foglia secca. Ma stavo solo esagerando. Alcuni alberi in autunno sembrano diventare grandissimi, sembra quasi che gonfino il petto finché poi non arriva il momento in cui perdono tutta la parrucca che tanto li ha resi fieri e swishhh...tutto è chiaro, trasparente, svanito. Ecco, questo era ciò che mi stava accadendo realmente, ma io ero concentrata a godere beatamente di tutta quella malinconia, ero disposta ad accettare quello stato d’animo purché non mi facesse staccare dalla situazione nella quale mi ero trovata. Ma la verità è che avevo un forte bisogno di lasciare che ogni vecchia parte di me sbiadisse, come quel verde. La malinconia che tanto era stata presente nella mia vita cominciava a staccarsi da me, ma solo dopo molto tempo l’avrei vista davvero abbandonarmi, solo dopo molto tempo avrei lasciato che scivolasse via...come una foglia che rotola sui gradini invisibili del vento.

Gio

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